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Intelligenza Artificiale nell’industria italiana: a che punto è l’adozione nelle imprese italiane

Da anni l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane è al centro del dibattito sulla trasformazione digitale del sistema produttivo. Ma qual è oggi il livello di diffusione dell’IA in Italia e quanto è realmente integrata nei processi aziendali?

Dati alla mano, l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese ha avuto un andamento non lineare negli ultimi anni. Secondo l’ISTAT, dopo una leggera flessione nel 2023, a partire dal 2024 è evidente una ripresa incoraggiante, ma ancora lontana da una diffusione capillare nel sistema produttivo.

L’adozione di Intelligenza artificiale nelle imprese italiane

Facendo un passo indietro al 2021, secondo il report ISTAT “Imprese e ICT”, solo il 6,2% delle aziende italiane con almeno 10 dipendenti ha dichiarato di usare software o sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale per almeno una funzione aziendale. Nel medesimo report del 2023, questa quota è scesa al 5%, evidenziando un rallentamento legato soprattutto a costi elevati, carenza di competenze specializzate e incertezza normativa.

Il 2024, tuttavia, segna un miglioramento: l’8,2% delle imprese ha ammesso di utilizzare almeno una tecnologia di Intelligenza Artificiale, evidenziando risultati migliori nel settore manifatturiero (8%) e nei servizi non finanziari (9%), soprattutto per la trasformazione digitale e l’automazione dei processi.

Secondo le valutazioni del 2025, le aziende che hanno comunicato di usare l’Intelligenza Artificiale sono raddoppiate, salendo al 16,4%: un segnale forte, ma non ancora sufficiente per parlare di piena maturità del sistema produttivo.

Intelligenza artificiale in Europa: come si posiziona l’Italia

Guardando all’Europa, l’Italia sta mostrando segnali di crescita ma resta ancora indietro rispetto alla media UE. Se in Europa, secondo Eurostat, l’adozione di sistemi di AI tra le imprese è passata dal 13,5% nel 2024 a circa il 20% nel 2025, in Italia nello stesso periodo la sua adozione è aumentata dall’8,2% al 16,4%, secondo l’ISTAT. Un’evoluzione positiva che conferma il crescente interesse verso l’AI, ma che evidenzia come le aziende italiane debbano ancora accelerare per colmare il gap con l’Europa.

In sintesi, il divario con l’Europa resta rilevante: si sta riducendo, ma non abbastanza per poter parlare di un recupero strutturale.

In quali aree l’Intelligenza Artificiale sta facendo la differenza in azienda?

Sul territorio nazionale, il suo impatto subisce variazioni in base al settore in cui viene applicata. In ambito manifatturiero, il comparto tessile e della moda ha visto la sua adozione salire fino al 4,6%, mentre la manifattura elettronica e dei device ha raggiunto il 15,7%.

Rimane in testa il settore delle telecomunicazioni con il 27,6% di imprese che utilizzano almeno una tecnologia di Intelligenza Artificiale.

Analizzando le funzioni aziendali, tra il 2021 e il 2024 l’Intelligenza Artificiale è diventata sempre più uno strumento fondamentale per:

  • Ricerca e sviluppo
  • Innovazione
  • Amministrazione
  • Marketing e sales

I dati relativi al 2025 confermano che i servizi di informazione e comunicazione (51,3%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (35,7%) e i fornitori di energia si sono posizionati come i settori industriali in cui l’IA viene più utilizzata.

Il marketing e sales (33,1%), l’organizzazione dei processi amministrativi (25,7%) e l’area della ricerca & sviluppo o innovazione (20,0%) risultano invece essere le funzioni aziendali con il più frequente tasso di adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale.

Resta però meno presente in ambiti come produzione, logistica, sicurezza informatica e controllo di gestione.

Quali barriere stanno frenando l’adozione di Intelligenza Artificiale nel sistema produttivo italiano?

Secondo il report ISTAT “Imprese e ICT”, gli ostacoli principali alla diffusione di modelli di Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane sono chiari: carenza di competenze adeguate, mancanza di chiarezza legislativa, indisponibilità o scarsa qualità dei dati necessari, preoccupazioni relative alla privacy e alla protezione dei dati, e costi elevati.

Inoltre, una percentuale sempre maggiore di imprese ritiene che l’adozione di servizi di Intelligenza Artificiale non sia utile.

Queste criticità incidono in modo particolare sulle PMI italiane, che rappresentano la parte più ampia del tessuto imprenditoriale nazionale, ma che registrano ancora una diffusone di Intelligenza Artificiale più limitata rispetto alle realtà più strutturate.

Come stimolare una più ampia adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane

Si intravede un adattamento lento ma progressivo all’Intelligenza Artificiale, spinto anche dall’arrivo sul mercato di strumenti innovativi. Però i numeri assoluti rimangono bassi, segno che c’è ancora molta strada da fare per una sua vera diffusione in Italia.

Scopri come l’intelligenza artificiale può trasformare la tua realtà

Accelerare la diffusione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane è una leva strategica fondamentale per mantenerle competitive nel panorama industriale nazionale e internazionale.

IT4LIA AI Factory offre un portfolio di servizi di intelligenza Artificiale pensati per accompagnare le aziende in ogni fase del percorso di trasformazione digitale: dalla valorizzazione dei dati, all’analisi e all’ottimizzazione dei processi, dallo sviluppo di modelli di AI e di casi d’uso verticali per specifici settori fino alla formazione delle competenze necessarie per governare il cambiamento.

Prenota una call con i nostri esperti di HPC e Intelligenza Artificiale e lasciati guidare nella scelta dei servizi più adatti a trasformare la tua realtà aziendale in chiave innovativa.

Giovanni Bognetti, Silvio La Torre (CONFINDUSTRIA)

Intelligenza Artificiale nell’industria italiana: a che punto è l’adozione nelle imprese italiane

Da anni l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane è al centro del dibattito sulla trasformazione digitale del sistema produttivo. Ma qual è oggi il livello di diffusione dell’IA in Italia e quanto è realmente integrata nei processi aziendali?

Dati alla mano, l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese ha avuto un andamento non lineare negli ultimi anni. Secondo l’ISTAT, dopo una leggera flessione nel 2023, a partire dal 2024 è evidente una ripresa incoraggiante, ma ancora lontana da una diffusione capillare nel sistema produttivo.

L’adozione di Intelligenza artificiale nelle imprese italiane

Facendo un passo indietro al 2021, secondo il report ISTAT “Imprese e ICT”, solo il 6,2% delle aziende italiane con almeno 10 dipendenti ha dichiarato di usare software o sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale per almeno una funzione aziendale. Nel medesimo report del 2023, questa quota è scesa al 5%, evidenziando un rallentamento legato soprattutto a costi elevati, carenza di competenze specializzate e incertezza normativa.

Il 2024, tuttavia, segna un miglioramento: l’8,2% delle imprese ha ammesso di utilizzare almeno una tecnologia di Intelligenza Artificiale, evidenziando risultati migliori nel settore manifatturiero (8%) e nei servizi non finanziari (9%), soprattutto per la trasformazione digitale e l’automazione dei processi.

Secondo le valutazioni del 2025, le aziende che hanno comunicato di usare l’Intelligenza Artificiale sono raddoppiate, salendo al 16,4%: un segnale forte, ma non ancora sufficiente per parlare di piena maturità del sistema produttivo.

Intelligenza artificiale in Europa: come si posiziona l’Italia

Guardando all’Europa, l’Italia sta mostrando segnali di crescita ma resta ancora indietro rispetto alla media UE. Se in Europa, secondo Eurostat, l’adozione di sistemi di AI tra le imprese è passata dal 13,5% nel 2024 a circa il 20% nel 2025, in Italia nello stesso periodo la sua adozione è aumentata dall’8,2% al 16,4%, secondo l’ISTAT. Un’evoluzione positiva che conferma il crescente interesse verso l’AI, ma che evidenzia come le aziende italiane debbano ancora accelerare per colmare il gap con l’Europa.

In sintesi, il divario con l’Europa resta rilevante: si sta riducendo, ma non abbastanza per poter parlare di un recupero strutturale.

In quali aree l’Intelligenza Artificiale sta facendo la differenza in azienda?

Sul territorio nazionale, il suo impatto subisce variazioni in base al settore in cui viene applicata. In ambito manifatturiero, il comparto tessile e della moda ha visto la sua adozione salire fino al 4,6%, mentre la manifattura elettronica e dei device ha raggiunto il 15,7%.

Rimane in testa il settore delle telecomunicazioni con il 27,6% di imprese che utilizzano almeno una tecnologia di Intelligenza Artificiale.

Analizzando le funzioni aziendali, tra il 2021 e il 2024 l’Intelligenza Artificiale è diventata sempre più uno strumento fondamentale per:

  • Ricerca e sviluppo
  • Innovazione
  • Amministrazione
  • Marketing e sales

I dati relativi al 2025 confermano che i servizi di informazione e comunicazione (51,3%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (35,7%) e i fornitori di energia si sono posizionati come i settori industriali in cui l’IA viene più utilizzata.

Il marketing e sales (33,1%), l’organizzazione dei processi amministrativi (25,7%) e l’area della ricerca & sviluppo o innovazione (20,0%) risultano invece essere le funzioni aziendali con il più frequente tasso di adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale.

Resta però meno presente in ambiti come produzione, logistica, sicurezza informatica e controllo di gestione.

Quali barriere stanno frenando l’adozione di Intelligenza Artificiale nel sistema produttivo italiano?

Secondo il report ISTAT “Imprese e ICT”, gli ostacoli principali alla diffusione di modelli di Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane sono chiari: carenza di competenze adeguate, mancanza di chiarezza legislativa, indisponibilità o scarsa qualità dei dati necessari, preoccupazioni relative alla privacy e alla protezione dei dati, e costi elevati.

Inoltre, una percentuale sempre maggiore di imprese ritiene che l’adozione di servizi di Intelligenza Artificiale non sia utile.

Queste criticità incidono in modo particolare sulle PMI italiane, che rappresentano la parte più ampia del tessuto imprenditoriale nazionale, ma che registrano ancora una diffusone di Intelligenza Artificiale più limitata rispetto alle realtà più strutturate.

Come stimolare una più ampia adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane

Si intravede un adattamento lento ma progressivo all’Intelligenza Artificiale, spinto anche dall’arrivo sul mercato di strumenti innovativi. Però i numeri assoluti rimangono bassi, segno che c’è ancora molta strada da fare per una sua vera diffusione in Italia.

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